Non aver paura

Tra i ricordi di chi conobbe il Padre Giovanni Piamarta (morto nel 1913) si legge il seguente:«Mi trovavo in guerra [quella del 1915-18],in una località dove c'era da sgomentarsi anche a mettere il capo fuori della trincea perché s'era visti e presi.Un giorno si sparse la notizia:Domattina all'alba c'è l'avanzata.Dico io: Addio,domani è la giornata che ci si lascia la ghirba.E mi metto a scrivere a casa,e scrivendo,giù lacrime a fonte!A un tratto,senza sapere come,mi salta in mente lui,il Padre.Rianimato,penso:Mi metto nelle sue mani.E comincio a pregare:e prega,prega,prega,m'addormento.
In sogno mi appare,proprio lì in trincea. - Padre, - faccio io - è qui anche lei?
Lui - mi par di vederlo in questo momento - sorride,mi mette una mano sulla spalla e mi dice:
- Son venuto a dirti di andare tranquillo:di non aver paura...Va',va',figliolo,e non temere! - Poi sparisce.
Io mi sveglio di soprassalto;la paura m'è passata;mi sento sicuro come fossi nel mio letto.Infatti,ci fu l'avanzata,ma io...eccomi qui;e se sono qui vuol dire che il Padre aveva ragione».

I. Felici, Volo tra le fiamme, Queriniana, Brescia 1951, p. 173.